Non chiudete gli uffici postali!

Risolvere il problema delle Poste nei piccoli centri d’Italia

Poste: Gentiloni, migliorare i conti senza tagli alla rete per il 2009

Pubblicato da Andrea Barbieri su giovedì, 13 luglio 2006

fonte: Ministero delle Comunicazioni

“Migliorare l’efficienza dal punto di vista del conto economico del servizio postale: questo l’obiettivo del contratto di programma delle Poste”, senza intaccare la rete soprattutto nei centri più piccoli, anche in vista della conferma della data Ue della liberalizzazione per il 2009. Lo ha detto il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, intervenendo alla Commissione Lavori pubblici del Senato nella sua prima audizione a Palazzo Madama.

“Non siamo convinti – ha aggiunto Gentiloni – che lo squilibrio nei conti del servizio postale, in parte compensato da altre voci, debba essere considerato un vincolo eliniminabile. Non vogliamo alimentare la sensazione – ha detto ancora – che si possa ridurre attraverso il ridimensionamento della rete postale. Siamo sicuri che ci siano altri modi di intervenire e che in altre realta’, soprattutto in realta’ piu’ piccole, gli scenari di chiusura degli uffici postali siano assolutamente da combattere”.

Secondo Gentiloni “proprio nelle realta’ piu’ piccole gli unici servizi finanziari sono quelli della rete postale. E’ tutto da dimostrare che il ridimensionamento della rete sia cosi’ determinante per avere piu’ efficienza. Quindi l’obiettivo e’ di ridurre lo squilibrio del disavanzo senza alimentare idee che si faccia attraverso il ridimensionamento dei punti”.

Quanto alle scadenze europee, per il ministro: “Possiamo discutere delle possibilita’ di intese con altri paesi per costruire accordi particolari nell’ambito della liberalizzazione prevista per il 2009 ma dobbiamo sapere che l’Ue confermera’ la data in un consiglio nel novembre di quest’anno, e alcuni paesi si vuole addirittura anticiparla. Mettere a posto il conto significa far arrivare Poste italiane piu’ forte – ha concluso – a questo appuntamento che non sara’ cancellato o rinviato”.

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Parlano di noi

Pubblicato da Andrea Barbieri su mercoledì, 12 luglio 2006

Grazie Gloria, sei la prima a parlare del nostro sito!
Aggiornamenti sugli uffici postali

Pubblicato in: Provincia di Grosseto | 1 Commento »

Poste Italiane: buoni o cattivi?

Pubblicato da Andrea Barbieri su domenica, 25 giugno 2006

Poste Italiane, incalzate dalle proteste in provincia di Grosseto e dall’interessamento delle istituzioni, hanno deciso di sospendere i provvedimenti di ridimensionamento, previsti ma non ancora attuati, per 24 uffici postali toscani, 18 dei quali nella nostra provincia.

Sono 75 gli uffici postali toscani oggetto di riorganizzazione, ha spiegato Poste Italiane spa. Solo per due si parla comunque di chiusura – Travale e Lago Boracifero in provincia di Grosseto – e solo in undici altri casi di riduzione degli orari. Comunque, in Toscana non ci sono solo tagli. «Negli ultimi anni – ha ribadito Raffaello Galliano, country manager di Poste Italiane per la Toscana – sono stati aperti 6 nuovi uffici postali, 4 uffici Pt Business e 67 nuovi sportelli per le aziende con centinaia di nuove assunzioni che portano a circa 400 sportellisti in più rispetto a due anni fa»

Siamo quindi di fronte ad un atto di generosità delle Poste? Non solo hanno salvato 24 uffici postali – due sole erano le chiusure, che volete che sia, questi però rimangono chiusi! – ne hanno anche aperti degli altri!

Permetteteci di vedere le cose da un diverso punto di vista.

Dove sono questi nuovi uffici? Probabilmente in città, magari a cinque minuti di cammino dal prossimo sportello. In Maremma, ci sono donne di 80 anni che devono passare CINQUE ORE lontano da casa semplicemente per pagare una bolletta, perchè il proprio ufficio postale apre due volte al mese e il bus per l’ufficio più vicino passa solo due volte al giorno.

Sapete dove sono i 24 uffici salvati? Neanche noi. Nessuno sembra saperlo. Strano… D’altro canto, i comuni dove gli uffici sono stati ridimensionati hanno avuto la comunicazione da Poste Italiane con un preavviso DI SOLO DIECI GIORNI.

Permetteteci di dubitare delle dichiarazioni fuorvianti delle Poste.

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Passi avanti, non indietro

Pubblicato da Andrea Barbieri su sabato, 24 giugno 2006

Mi preme fare una precisazione per chi legge questi articoli: il fatto che protestiamo contro i provvedimenti di ridimensionamento o chiusura degli uffici postali non significa che vogliamo a tutti i costi tornare ai vecchi orari di apertura. Ci rendiamo conto che determinate esigenze di bilancio dell’azienda Poste Italiane Spa (ogni considerazione sul merito delle privatizzazioni è rimandata a sede più opportuna) comportino un equilibrio tra costi e ricavi. Ma riteniamo anche che ridurre l’apertura da sei giorni alla settimana a una volta alla settimana, a due volte al mese oppure alla chiusura totale sia un passo troppo drastico che penalizza troppo le parti più deboli della popolazione dei piccoli centri. In medio stat virtus: occore trovare una soluzione di compromesso che tenga conto del ruolo e della responsabilità sociale delle Poste, soprattutto in luoghi dove i servizi sono sempre più precari.

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Mezza vittoria, mezza sconfitta… e una tregua

Pubblicato da Andrea Barbieri su domenica, 18 giugno 2006

Da Il Tirreno, 16 giugno 2006

Per ora una tregua, o meglio una pausa di riflessione che l’azienda postale italiana si prenderà per riconsiderare il piano di chiusura degli uffici in Toscana: anche se non ci sono grandi possibilità di un’inversione di tendenza. Questo l’esito dell’incontro di ieri che ha visto da una parte del tavolo Poste spa, e dall’altra la Regione Toscana, l’Unione delle Province toscane, i Comuni e le Comunità Montane: che tutti insieme hanno chiesto all’azienda di sospendere le chiusure che nelle scorse settimane hanno suscitato violente proteste, soprattutto nel Grossetano. Il country manager di Poste responsabile per la Toscana, Raffaele Galliano, ha preso atto della richiesta. «Siamo in attesa di una risposta – commenta l’assessore ai rapporti con gli enti locali, Agostino Fragai – ma dall’incontro di oggi usciamo già con qualche risultato importante: primo fra tutti la disponibilità di Poste a rivalutare ventiquattro provvedimenti già in calendario, che interessano altrettanti uffici e per tre quarti la provincia di Grosseto, alla luce delle soluzioni che potranno uscire dal tavolo permanente ora nato».
Riguardo al tavolo istituzionale e tecnico costituito, Fragai spiega che «sarà lì che cercheremo sinergie possibili capaci di favorire il mantenimento degli uffici postali. Dall’incontro è emersa la volontà unanime ad una verifica seria sulla possibilità di attivare queste sinergie tra i Comuni, la Regione ma anche altri soggetti economici e sociali e le Poste, per risolvere i problemi che costringono l’azienda a ridurre in alcuni territori sportelli ed orari di apertura. Penso a sportelli polifunzionali, all’appalto di nuovi servizi alle poste o servizi da gestire con i patronati. Ma siamo anche consapevoli che agendo sempre e solo sull’emergenza non usciremo mai dall’emergenza. E qui sta l’importanza di questo tavolo, che ci consentirà di lavorare in prospettiva».

La manifestazione di Grosseto ha smosso un po’ le acque: Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comuni e Comunità Montane hanno promesso di creare un tavolo istituzionale permanente e un tavolo tecnico per risolvere il problema degli uffici postali. Un primo passo avanti nella direzione sperata.

D’altro canto, Poste Italiane ha deciso di sospendere i provvedimenti in calendario che dovevano interessare diciotto uffici del Grossetano. Gesto apprezzabile in prima analisi, ma che lascia l’amaro in bocca a quei Comuni che i provvedimenti li hanno già subiti e che vedono permanere i gravi disagi dovuti alla riduzione del servizio, soprattutto dopo essersi mobilitati in massa con fiducia ed entusiasmo per le manifestazioni di protesta.

Il Comitato provinciale ha comunque deciso di fermare momentaneamente la protesta, come dimostrazione di buona volontà e buon auspicio nei confronti della convocazione dei tavoli istituzionali e tecnici. Ci aspettiamo segnali concreti e rapidi da parte delle istituzioni e di Poste Italiane, primo fra tutti la revoca dei provvedimenti di riduzione già in vigore per i nostri uffici, così da non dovere più scendere sul piede di guerra….

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Manifestazione provinciale a Grosseto

Pubblicato da Andrea Barbieri su mercoledì, 14 giugno 2006

Il 13 giugno 2006 si è svolta a Grosseto una manifestazione di protesta che ha raccolto centinaia di cittadini provenienti dai comuni della provincia colpiti dai provvedimenti di Poste Italiane. I sindaci, gli assessori e la gente di Civitella Paganico, Montieri, Campagnatico, Scarlino, Sorano, Roccalbegna e Monterotondo Marittimo si sono ritrovati davanti alla sede provinciale delle Poste Italiane in Piazza Rosselli, quindi hanno sfilato in corteo fino alla sede della Provincia, dove sono stati ricevuti dal Presidente Lio Scheggi, che, insieme ai membri della Giunta, ha ascoltato i motivi della protesta e le richieste dei manifestanti, promettendo appoggio e iniziative concrete.

Ecco come ne ha parlato la stampa:
Scoppia la protesta per gli Uffici Postali

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Nasce il Comitato Provinciale

Pubblicato da Andrea Barbieri su sabato, 10 giugno 2006

Giovedì 8 giugno 2006, nel Teatro di Boccheggiano (comune di Montieri) si sono riuniti i rappresentanti delle istituzioni e dei cittadini dei comuni della provincia di Grosseto colpiti dai provvedimenti di chiusura degli uffici postali.

Molta gente tra i presenti era reduce dalle occupazioni degli uffici di Paganico e Boccheggiano, primi episodi di una protesta popolare che ha subito trovato solidarietà su tutto il territorio.
Di fronte al comune problema di contrastare il forte ridimensionamento degli uffici postali nelle piccole frazioni, è nato il Comitato provinciale, che d’ora in avanti coordinerà le manifestazioni di protesta e l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.

C’è stato pieno accordo sulla prima, importante iniziativa da organizzare: una manifestazione davanti alle Poste Centrali di Grosseto.

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Poste: UNCEM, alt a riordino uffici in comuni montani

Pubblicato da Andrea Barbieri su mercoledì, 31 maggio 2006

fonte: UNCEM/ANSA (PDF)

L’Unione nazionale comuni e comuni montane chiede alle Poste italiane di bloccare il progetto di riordinare, accorpandoli, gli uffici postali nei piccoli comuni di montagna.
La richiesta è contenuta in una lettera che il presidente dell’Uncem Enrico Borghi ha inviato all amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi.
Secondo l’Uncem, la riorganizzazione degli uffici postali prevista dal progetto External, che prevede il riordino e l accorpamento della gestione contabile dei piccoli uffici a quelli più grandi, comporterebbe la riduzione del servizio nei comuni con meno di 500 nuclei familiari penalizzando di conseguenza circa 1250 piccoli comuni italiani.
Comprendiamo le motivazioni di carattere economico che dettano la decisione di Poste Italiane – afferma Borghi – ma siamo convinti che possa esserci un altra soluzione condivisa con gli attori sul territorio.
Nei piccoli Comuni, la maggior parte dei quali in area montana, gli uffici postali rappresentano un esigenza insopprimibile alla fruizione di servizi essenziali sia da parte dei cittadini che delle imprese.
Se alle difficoltà logistiche e di trasporto si associa poi l’età anagrafica media della popolazione che risiede in questi territori, solitamente avanzata, risulta evidente come la persistenza dei servizi, e di quelli di comunicazione in primo luogo, rappresenti un esigenza fondamentale per quelle aree .
Conosciamo le regole dei mercato – ribadisce Borghi – e non pretendiamo che le strategie di Poste Italiane seguano le logiche del sociale invece che del profitto.
Bisogna però evitare che siano le aree più fragili e deboli a pagare lo scotto di tale esigenza di profitti. E per questo che la nostra proposta è costruttiva e prevede la riorganizzazione del servizio attraverso una modalità condivisa insieme ai Comuni e alle Comunità montane dei territori interessati. Ci auguriamo pertanto di ricevere tempestivamente un segnale positivo dalla Società per l’avvio del tavolo di lavoro che porti al più presto alla soluzione del problema.

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Il Comitato “Due Giugno”

Pubblicato da Andrea Barbieri su martedì, 30 maggio 2006

Dalla popolazione riunita in assemblea nelle frazioni di Pari, Casal di Pari e Civitella Marittima, sono stati scelti i membri che costituiscono il Comitato “Due Giugno” del Comune di Civitella Paganico, così chiamato per ricordare il giorno in cui è entrato in vigore l’annunciato ridimensionamento negli uffici postali delle frazioni.
Il Comitato si è formato per dare una voce ufficiale alla protesta e al malcontento suscitati dai provvedimenti di Poste Italiane: uffici postali aperti due volte al mese a Pari e Casal di Pari, tre volte a settimana a Civitella M.ma (sede comunale). Tutto questo succede in piccoli centri dove le strutture e i servizi sono carenti e la popolazione è in prevalenza formata da gente anziana che non ha la possibilità di spostarsi su un territorio vasto e poco servito dai mezzi di trasporto.

La prima iniziativa (Da Il Giorno)

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