Passi avanti, non indietro
Pubblicato da Andrea Barbieri su sabato, 24 giugno 2006
Mi preme fare una precisazione per chi legge questi articoli: il fatto che protestiamo contro i provvedimenti di ridimensionamento o chiusura degli uffici postali non significa che vogliamo a tutti i costi tornare ai vecchi orari di apertura. Ci rendiamo conto che determinate esigenze di bilancio dell’azienda Poste Italiane Spa (ogni considerazione sul merito delle privatizzazioni è rimandata a sede più opportuna) comportino un equilibrio tra costi e ricavi. Ma riteniamo anche che ridurre l’apertura da sei giorni alla settimana a una volta alla settimana, a due volte al mese oppure alla chiusura totale sia un passo troppo drastico che penalizza troppo le parti più deboli della popolazione dei piccoli centri. In medio stat virtus: occore trovare una soluzione di compromesso che tenga conto del ruolo e della responsabilità sociale delle Poste, soprattutto in luoghi dove i servizi sono sempre più precari.